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Milletrecento orologi falsi in un appartamento: la contraffazione non teme il controllo, teme il magazzino

24 settembre 2026

Lo ha comunicato la Guardia di Finanza: a Olbia, in un appartamento del centro, sono stati sequestrati 1.300 orologi contraffatti. Una casa, non un capannone, non un deposito doganale. Il numero lo dà il comando provinciale, ripreso dall'ANSA.

Milletrecento pezzi in un appartamento vuol dire scatole sul pavimento, sotto il letto, negli armadi. E vuol dire una cosa più interessante del sequestro in sé: qualcuno ha dovuto comprarli tutti insieme, prima di venderne uno.

È il punto debole di qualunque filiera che vive di merce fisica, e vale identico per chi lavora dentro le regole. Il flusso è invisibile: un pacco che viaggia, un furgone, un venditore in spiaggia. Nessun controllo lo intercetta se non per caso. Lo stock no. Lo stock sta fermo in un posto solo, e chi lo tiene non può spostarlo in fretta.

Qui non c'è proporzione fra la spinta e l'effetto. Una perquisizione in un appartamento è uno sforzo modesto: qualche ora, pochi uomini. Il risultato è l'intero assortimento di una rete di vendita. Non il dieci per cento, non la merce di una giornata: tutto.

Chi contraffà lo sa benissimo, e infatti il rischio se lo compra. Comprare mille pezzi alla volta costa meno che comprarne cento dieci volte, quindi si concentra. E finché nessuno apre quella porta, la scelta paga. Il giorno in cui la porta si apre, non paga più niente. La distanza dalla soglia non era la quantità di merce: era una sola informazione, l'indirizzo.

Una nota per chi si aspettava un'altra morale. La domanda «quanti orologi girano davvero in Sardegna d'estate» non trova risposta in questo sequestro, e non la troverà: 1.300 pezzi sono quello che si è fermato, non quello che è passato. Chi userà quel numero per dire quanto vale il mercato del falso starà confondendo un magazzino trovato con un flusso mai misurato.

La tesi si smonta facilmente, se qualcuno ci prova: basta un sequestro grosso fatto su merce in movimento, senza un deposito dietro. Finora, nei comunicati della Guardia di Finanza, i numeri grandi escono quasi sempre da una stanza chiusa.

Il presente articolo nasce da un fatto di cronaca apparso su ANSA.

Scritto dal Dott. Flavio Marzani, fondatore di www.fmstudioconsulenza.it

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